Arriva nelle scuole secondarie di Puglia, Basilicata e Calabria la Scuola d’Europa. Il corso di cittadinanza attiva si concluderà con la produzione di un podcast per il 70°anniversario dei Trattati di Roma 

 

Dopo dieci anni – e quindici edizioni – dalla fondazione della “Scuola d’Europa a Ventotene” da parte dell’Associazione di promozione sociale La Nuova Europa, il progetto di formazione ed educazione alla cittadinanza europea arriva al Sud, in diverse province della Puglia, Basilicata e Calabria.

Sei seminari in presenza, due incontri online per 300 studentesse e studenti delle scuole superiori con relatori esperti, simulazioni delle negoziazioni europee, un podcast realizzato dai partecipanti per un totale di 30 ore di formazione scuola-lavoro riconosciute. L’idea è che l’Europa non si spieghi dall’alto, ma si possa e si debba incontrare: così i ragazzi la conoscono da vicino attraverso chi la studia e la fa ogni giorno, si mettono alla prova in giochi di ruolo come membri del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea e raccontano le loro idee in un podcast, che sarà lo strumento di restituzione realizzato e diffuso alla fine del progetto.

Per alcuni di loro il percorso si chiuderà a Roma, a marzo 2027, per le celebrazioni del 70° anniversario dei Trattati di Roma, dove sono previsti eventi istituzionali aperti o dedicati ai giovani.

L’idea di estendere il modello pedagogico della Scuola d’Europa alle regioni del Sud nasce dalla costatazione di tre criticità strutturali nelle scuole secondarie italiane: deficit di contenuto, di esperienza e di connessione. Secondo i dati Eurobarometro 2024, solo il 42% dei giovani italiani tra 15 e 24 anni dichiara di sentirsi “cittadino europeo”, una percentuale che scende ulteriormente nel Mezzogiorno, tanto che tra i ragazzi del Sud l’astensionismo alle ultime elezioni europee ha superato il 60%. Gli stessi docenti hanno spesso un accesso limitato a reti di expertise europeista di livello accademico e istituzionale disponibili, come nel caso della Scuola d’Europa, al dialogo e al confronto. Il percorso formativo si svolge infatti entro una cornice di cittadinanza attiva che non si esaurisce nella conoscenza delle istituzioni, ma punta a sviluppare la capacità critica di partecipare ai processi democratici, anche attraverso i canali e gli strumenti propri della sfera pubblica digitale europea: per questo il metodo della Scuola d’Europa si rivela valido anche per le ore curricolari di Educazione civica.

L’inaugurazione è prevista online per mercoledì 4 novembre, con tutte le otto scuole del progetto collegate dalle varie località, per una lectio della vice capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Elena Grech, su Valori e istituzioni dell’Unione europea.

Dal 23 novembre inizia il road-show nelle tre regioni, che toccherà le città di Matera e Potenza in Basilicata, di Trani, Triggiano e Nardò in Puglia, di Cosenza, Rende e Polistena in Calabria.

In calendario incontri su Cittadinanza europea e nazionale, Migrazioni, multiculturalità e integrazione, Democrazia e Stato di diritto, Coesione e politiche per il Mezzogiorno, Disinformazione e Intelligenza artificiale: trasformazione digitale e nuove generazioni. Si chiude con una sessione interattiva sugli Strumenti di preparazione del podcast Voci dal Sud, raccogliendo le esperienze fatte durante i seminari in presenza, prima di incontrarsi dal vivo a Roma in occasione del 70° anniversario dei Trattati nel weekend del 19 e 20 marzo 2027.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la Rete “Laboratorio di Cittadinanza”, che conta 21 scuole affiliate a Roma e nel Sud Italia, con il contributo di Fondazione Roma e con il patrocinio della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.

 

 

 

 

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